VIVERE CON UN RHODESIAN RIDGEBACK

– ALIMENTAZIONE: Ogni allevatore ha il suo modo di alimentare i propri Rhodesian Ridgeback, non esiste una “ricetta standard”.
Ci tengo a precisare e non smetterò mai di dirlo che nonostante millenni di domesticazione dove abbiamo abituato i nostri cani a mangiare di tutto, essi rimangono pur sempre dei carnivoro.
I suoi denti sono costruiti per afferrare e dilaniare pezzi di carne e la sua digestione è eminentemente gastrica con un intestino relativamente breve, quindi è del tutto superfluo, anzi direi non giovevole macinare la carne ad un cane adulto.


Per quanto riguarda la scelta della carne consiglio di acquistare quella di bassa macelleria in quanto oltre ad aver un costo ridotto è ricca di frattaglie, cartilagini essenziali per il nostro cane. Da evitare assolutamente tutti gl’organi di filtro (polmoni, reni, ecc…).
Vanno benissimo carni di manzo, ovino, caprino, pollo, cavallo mentre per quanto riguarda quelle di suino bisogna prestare attenzione.
In aggiunta alla careni integra con pasta o riso ben cotti,sali minerali, trippa, uova, ricotta, verdure bollite e un cucchiaio di olio d’oliva, inoltre nei mesi più freddi è buona abitudine integrare con dei grassi.
Al nostro Rhodesian Ridgeback possiamo regolarmente dare ossa di vitello da sgranocchiare (gli fanno benissimo per i denti) mentre dobbiamo evitare di dargli ossa di pollo e coniglio in quanto potrebbero scheggiarsi e provocare lesioni all’apparato digerente.
Tengo a raccomandare e precisare a tutti i lettori che se si effettua questo tipo di dieta dobbiamo stare particolarmente attenti a far si che essa sia bilanciata.
Se invece decidiamo di alimentare il nostro compagno con i mangimi secchi dobbiamo sempre acquistargli un mangime di ottima qualità. Oggi ci sono in commercio mangimi che non hanno nulla a che invidiare alla dieta fatta con carne fresca.
Generalmente nutro i miei cuccioli 3 volte al giorno fino al quarto mese, passo ai due pasti giornalieri fino al dodicesimo/quindicesimo mese per poi passare a un pasto giornaliero nel cane adulto rigorosamente la sera.
Il RR è un cane che non manifesta problemi di appetibilità, ma se questo dovesse succedere sarebbe opportuno non lasciare mai a disposizione la ciotola al nostro cane per più di dieci minuti. Essere troppo premurosi con il cibo a volte è controproducente.
– ALLOGGIO: Oggi la tendenza è quella di voler far credere che il Rhodesian Ridgeback è un cane da salotto, nulla di più sbagliato.
Il Rhodesian Ridgeback è un cane da famiglia che ama vivere in nostra compagnia spesso anche sul divano e magari d’inverno davanti al camino, però stiamo pur sempre parlando di un cane nato per lavorare che ha fortemente bisogno di poter vivere anche all’aperto, correre, esplorare, giocare e magari simulare la caccia nel gioco oppure inseguendo piccole prede che si trovano in campagna.
Con questo non voglio dire che una famiglia residente in appartamento non possa acquistare un Rhodesian Ridgeback, anzi, però deve essere conscia che il cane ha comunque bisogno di lavorare (oggi esistono svariate discipline) oppure poter correre libero in campagna.
In questi anni ho visto una miriade di cane rovinati psichicamente e fisicamente (parlo di appiombi, sviluppo scheletrico, ecc…) perché fatti vivere troppo poco all’aperto e su superfici inadeguate.
Per concludere voglio ricordare a tutti i lettori che il Rhodesian Ridgeback non è un cane da prendere e poi abbandonare a se stesso in un giardino di casa ma non è nemmeno un cane da prendere e trattare come un bambolotto da salotto.

– IL NOME: Sarebbe opportuno attribuire al proprio cane un nome non troppo impegnativo e abbastanza veloce, in modo da risultare incisivo nel momento del richiamo. Non ritengo saggio chiamare il proprio cane con nomi potenti tipo (Leon, Taiger, ecc…) perché se poi vi ritrovate un cane senza carisma ogni qualvolta che lo chiamate in pubblico fareste brutta figura, lo stesso vale per nomi troppo dolci al contrario. Il nome è uno e sarebbe opportuno chiamare il proprio cane sempre con quello per non confondergli le idee, lui riconoscerà oltre al nome anche il timbro della vostra voce più di quanto non crediate.

– COMUNICARE CON NOI ATTRAVERSO LA VOCE: Il cane ha una vastità di voci ognuna ideata per esprimere i suoi stati d’animo, quindi è bene che prima di entrare in possesso di un Rhodesian Ridgeback uno sappia interpretarle. Il grande Piero Scanziani , profondo conoscitore del cane, ne ha fatto un elenco dandone definizioni e spiegazioni:

  • Abbaiare: L’abbaio corrisponde in parte alla razza di cui il nostro cane appartiene in parte è individuale. Un buon conoscitore di cane in base all’abbaio spesso sa riconoscere di che razza si tratta e se è maschio oppure femmina. Ogni padrone dovrebbe distinguere nell’abbaio del proprio cane i vari significati: avvertimento della presenza di persone sconosciute, gioco con un bambino o un amico, presenza di altri cani, richiesta di cibo, richiesta di acqua, sfida ai cani di passaggio, timore per una situazione di pericolo, sollecitazione al gioco ecc…
  • Guaire: Guaire significa richiedere aiuto, questo vale sia per il cucciolo che per il cane adulto.
  • Ringhiare: Esistono due tipi di ringhio, quello per gioco (breve, scherzoso, chiaro) e quello per minaccia (cupo, rantoloso, ostile, prolungato) che spesso è accompagnato dal digrignare i denti.
  • Cainare: Viene provocato da un dolore,  è anche una protesta ed una domanda di soccorso.
  • Latrare: Lazzaro Papi scrisse:”Alla luna cosi latra il mastino/ ed ella con dispregio maestoso/ segue tacita in cielo il suo cammino.” Ci capiterà spessi quando portiamo i nostri segugi in campagna sentirli latrare.
  • Mugolare: Indica malessere, scontentezza, impazienza, esso tende a impietosire trattandosi di un gemito prolungato.
  • Ululare: Frequenti in alcuni segugi, abituale nel dingo, si tratta di un urlo alto e lamentevole, sia diurno che notturno, talvolta una reazione alla musica o agli scampanii.
  • Sbuffo: Anche i cani “sbuffano”, esso è una sorta di starnuto avvertitore, un abbaiare represso a muso chiuso, un indicazione dell’avvicinarsi di qualche estraneo o rumore sospetto. Nello “sbuffare” i cani volgono sempre la testa verso il punto malfido come se volessero indicarlo. Sbuffano anche i cani che “ridono”, ride un cane che preso da delle forti emozioni sollevano una o entrambi le labbra in modo da scoprire gl’incisivi e alzano leggermente il tartufo. A quest’azione si accompagna il movimento fibrillante di cosa e il pestare velocemente il terreno alternativamente con gl’ateriori. Ho visto è conosciuto tantissimi Rhodesian Ridgeback che “ridono”.

Il Rhodesian Ridgeback è un cane che difficilmente abbaia senza un motivo ben preciso, non è “chiacchierone” come i terrier ma nemmeno muto come i basenji, abbaia all’occorrenza. Ha una voce abbastanza profonda, raramente ulula (ad eccezione di quando sente il suono delle sirene dell’ambulanza, ecc…). Può ringhiare per gioco oppure per comunicare che siamo di fronte a una seria minaccia, mai inutilmente, il Rhodesian Ridgeback non deve assolutamente essere un cane rissoso e aggressivo. Non dimentichiamo mai che i nostri cani comunicano con noi attraverso il linguaggio quindi impariamo ad ascoltare i nostri cani, intensifica notevolmente il nostro rapporto con lui.

– LA CURA DEL PELO: Il pelo spesso è un indicatore naturale dello stato di salute del nostro Rhodesian Ridgeback, il quale dev’essere sempre lucido. Il pelo del Rhodesian Ridgeback non richiede troppe cure, evitate di fargli il bagno (tranne in caso di evidente necessità) ma impegnativi a spazzolarlo con una spazzola a setole corte e dure o con un guanto di crine soprattutto nei periodi di muta per facilitare la caduta del pelo morto. Spazzolatelo prima contropelo poi a favore di pelo prestando attenzione alla zona della grassella, il cavo ascellare, il ventre e le zampe (zone molto delicate e sensibili). Se notiamo il pelo del nostro cane manifestare secchezza è sufficiente passarlo con una mano unta di olio di oliva o lanolina per poi strofinare con un panno.

– LA CURA DEGLI ORECCHI: Le orecchie del nostro cane è sempre bene pulirle periodicamente con cura. Ripulire con un batuffolo di cotone le orecchie del nostro cane anche all’esterno tra le pieghe del padiglione mentre per togliere il cerume usare olio di vaselina oppure glicerina. Le orecchie del cane se trascurate e poco curate possono diventare nido per i parassiti con conseguente insorgenza di otiti, molto dolorose per il nostro compagno, con in alcuni casi successiva sordità precoce. Se notate il vostro cane tenere un orecchio più basso dell’altro con eccessivo sbattimento abbiate premura di verificare che al suo interno non ci sia un corpo estraneo. Tutto questo è di fondamentale importanza perché il continuo sbattimento delle orecchie può inoltre provocare ulcerazione del margine del lobo, i quali risultano difficilissimi da cicatrizzare causa la scarsa irrorazione di sangue. Una volta risolto il problema dello sbattimento ci preoccuperemo di curare le ulcere del lobo auricolare applicando in loco una soluzione composta dal 50 per cento di tintura di iodio e 50 per cento olio di glicerina.

– LA CURA DEGLI OCCHI: Durante le passeggiate in campagna all’interno dell’occhi del nostro cane possono introdursi piccoli semi o corpi estranei molto fastidiosi che è bene asportare velocemente. Ce ne accorgeremo perché sono talmente fastidiosi che il nostro Rhodesian Ridgeback terrà l’occhi semichiusi oppure continuerà a sbattere le palpebre. Per la rimozione è bene usare un batuffolo di cotone imbevuto di acido borico, facendo scorrere il liquido sotto le palpebre, dopo averle tenute staccate dall’occhio, ripulire attentamente le rime palpebrali.

– LA CURA DEI DENTI: La domesticità ha fatto si che i nostri cani sono molto più soggetti a sporcarsi i denti di quelli che vivono in natura. Per evitare una precoce caduta è bene periodicamente pulirli con uno straccio umido e bicarbonato di sodio, così facendo evitiamo il formarsi di tartaro.

– LE GHIANDOLE ANALI: Il cane selvaggio si alimenta principalmente a carne e ossa producendo feci molto dure che nella fuoriuscita dall’anno provvedono a spremere le ghiandole anali. I nostri cani domestici producono feci più morbide le quali non sempre sono in grado di spremere le ghiandole,  con conseguenti gonfiori, arrossamenti, irritazione e in alcuni casi anche ascessi dell’ano. Quindi è opportuno che noi periodicamente provvediamo alla spremitura di suddette ghiandole.

– IL COLLARE E IL GUINZAGLIO: Con i cuccioli si tende ad utilizzare dei semplicissimi collari fissi in nylon (ne esistono migliaia di modelli in commercio) economici in quanto dopo poche settimane andrà cambiato causa la crescita del nostro cucciolo. Se il nostro Rhodesian Ridgeback inizia nell’età adolescenziale a tirare troppo si può passare ad un semi strangolo per poi nei casi più disperati ad uno strangolo. Se si decide di usare lo strangolo dobbiamo essere consapevoli di saperlo usare, perché se usato male potrebbe causare al nostro compagno danni fisici ma soprattutto psichici irrimediabili. Per quanto riguarda il guinzaglio la misura ideale è quello lungo 1,30, in questo modo il cane avrà modo di muoversi liberamente e comunicare con noi attraverso il linguaggio del corpo.

 

 

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