LA DISPLASIA NEL RHODESIAN RIDGEBACK: SINTOMI E CURE

Parliamo di salute del Rhodesian Ridgeback, una razza notoriamente sana e atletica, portata al lavoro, ma come tutte le razze, in modo particolare quelle di taglia medio grande, anche il Rhodesian Ridgeback può soffrire di displasia all’anca e di displasia al gomito. In questo articolo parleremo di displasia e di come prevenirla nei cuccioli di Rhodesian Ridgeback.

La displasia è un problema da non sottovalutare, nelle sue forme più gravi può compromettere la qualità della vita del nostro cane, determinando disturbi alle funzionalità motorie. Daniele Zanardi, dell’allevamento Rhodesian Ridgeback Zanardi’s, ci parla della displasia dell’anca e del gomito nei Rhodesian Ridgeback.

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Displasia dell’anca nel Rhodesian Ridgeback

La displasia dell’anca è la malattia osteoarticolare più comune nei cani di media e grande dimensione, mentre è meno frequente nei cani di piccola taglia. Consiste in una malformazione dell’articolazione coxo-femorale (anca).

Si riferisce ad una mancata congruenza tra la cavità articolare dell’anca (acetabolo) e la testa del femore, causando lussazioni o sub lussazioni, ossia il non allineamento dell’articolazione nella posizione naturale. La testa del femore non è tenuta saldamente nella posizione corretta e tende a “ballare”; questo continuo movimento mette sotto stress l’articolazione e i tessuti periarticolari, infiammandoli e indebolendoli.

Classificazione dei gradi di displasia secondo la OFA (Orthopedic Foundation For Animals)

  • I Grado: piccola sublussazione con lieve disturbo e scarse alterazioni degenerative.
  • II Grado: sublussazione laterale marcata della testa femorale, con un 25-50% fuori dell’acetabolo.
  • III Grado: 50-75% della testa femorale è fuori dell’acetabolo; grandi cambiamenti degenerativi.
  • IV Grado: dislocazione della testa femorale con appiattimento del bordo acetabolare e della testa del femore; grandi cambiamenti degenerativi.

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La displasia nel Rhodesian Ridgeback

La displasia nei Rhodesian Ridgeback ha una forte componente genetica, ma l’incidenza e la gravità dei sintomi dipende anche dalle condizioni di vita dell’animale. Tra questi il più importante è il tasso di crescita: gli animali di taglia grande che crescono troppo velocemente (solitamente a causa di un’eccessiva assunzione di cibo), hanno una crescita diseguale delle ossa, dei tendini e dei muscoli, e dovranno sopportare un peso maggiore rispetto al normale, quando non sono ancora pienamente sviluppati: le articolazioni si deformeranno o non si formeranno correttamente. Un secondo fattore di rischio è rappresentato dall’eccessivo esercizio fisico e specialmente se ad alto impatto durante la fase di crescita.

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Displasia nel Rhodesian Ridgeback: i sintomi

Alcuni segni che possono portare a un sospetto di displasia dell’anca sono:

  • Zoppia che aumenta con l’esercizio
  • Ondeggiamento dei fianchi durante le passeggiate
  • Rigidità mattutina
  • Difficoltà nell’alzarsi
  • Atrofia muscolare
  • Rifiuto all’attività fisica
  • Cambiamenti di umore
  • Dolore

I sintomi variano leggermente a seconda della razza e soprattutto dell’età del cane. Per ottenere la diagnosi è necessario fare una radiografia, solitamente sotto sedazione in quanto deve essere effettuata con i fianchi in estensione. Per poter escludere al 100% la displasia dell’anca la radiografia deve essere eseguita nel primo anno di età.

Come trattare la displasia all’anca nei Rhodesian Ridgeback

Per trattare la displasia dell’anca nei Rhodesian Ridgeback, si ricorre solitamente ad una combinazione di azioni, da quelle più invasive a quelle conservative:

  • Tecniche chirurgiche come la recisione del muscolo pettineo, l’osteotomia tripla dell’anca, una protesi al titanio o l’asportazione della testa femorale. Si tratta di interventi che non sono considerati curativo, tuttavia possono essere utili affinché l’articolazione torni alla sua forma anatomicamente corretta.
  • Mantenimento del peso ottimale
  • Utilizzo di appositi integratori alimentari per le articolazioni
  • Utilizzo di aiuti ortopedici per cani come ad esempio un’imbracatura di supporto per sostenere il peso del cane o un tutore per cani con displasia dell’anca per stabilizzare l’articolazione. Se il grado di displasia dell’anca è tale da causare gravi problemi di mobilità, compromettendo la normale attività del cane, si può ricorrere all’uso di carrelli per cani disabili che permettono al nostro Rhodesian Ridgeback di tornare a muoversi in autonomia.
  • Fisioterapia attraverso l’elettrostimolazione, gli ultrasuoni, il laser, i massaggi, la terapia di movimento passivo (movimenti articolari aiutati da un fisioterapista), l’idroterapia e esercizi a basso impatto.

Prevenire la displasia all’anca nel Rhodesian Ridgeback

Il fattore più importante per prevenire la displasia dell’anca nel Rhodesian Ridgeback è il tasso di crescita. Infatti, anche se un soggetto è geneticamente predisposto, è possibile ridurre al minimo lo sviluppo della malattia. Questo dovrebbe essere costante e senza picchi. A tal proposito esistono tabelle di crescita che possono aiutare a tracciare il peso, tenendo conto del fatto che le curve saranno diverse a seconda del peso che il cane avrà da adulto. Sulla base di queste curve, è possibile identificare la quantità di cibo fornita adattandola ad ogni individuo. Il secondo fattore, in fase di crescita, è l’esercizio. Questo dovrebbe essere lieve, regolare e di basso impatto. Una diagnosi precoce è importante in quanto consente di iniziare il trattamento prima.

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Displasia del gomito nel Rhodesian Ridgeback

La displasia del gomito è un’alterazione della formazione dell’articolazione del gomito del Rhodesian Ridgeback che che nei casi gravi può portare s zoppia e artrite. La patologia ha una componente principalmente ereditaria poligenica, ma è favorita anche da fattori ambientali. Alcune razze canine sono più predisposte di altre a sviluppare il disturbo.

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Eziologia della displasia del gomito nei Rhodesian Ridgeback

Il disturbo può essere causato da tre diverse eziologie, e queste possono avvenire indipendentemente o in congiunzione l’una con l’altra:

  • Mancata saldatura del processo anconeo (UAP): la cartilagine di accrescimento del processo anconeo si chiude tra la 16ª e la 20ª settimana: se ciò non avviene, il processo anconeo si considera non saldato. La presenza di ritardi nella crescita dell’ulna, spesso associati ad un solco trocleare troppo piccolo, sottopongono la cartilagine di accrescimento del processo anconeo a sforzi eccessivi che ne impediscono la chiusura. I cani di taglia grande sono i più predisposti, data la maggiore forza a cui è sottoposta l’articolazione).
  • Frammentazione del processo coronoideo mediale (FCP): Anche il processo coronoideo mediale può essere sollecitato abnormemente, in particolare in presenza di ritardi di crescita del radio (sindrome del radio corto) e/o da deformazioni di forma ellittica del solco trocleare. Il processo coronoideo può essere coinvolto in tre modi in base alla gravità crescente: fessurato, fratturato, o dislocato dalla testa del radio.
  • Osteocondrite Dissecantedella troclea omerale (OCD): Alterazione dello sviluppo e della vascolarizzazione della cartilagine possono portare a distrofia e necrosi della stessa, con eventuale distacco di lembi cartilaginei nella cavità articolare (da questo il termine “disseccante”). Questo disturbo è talvolta associato ad alimentazioni ipercaloriche o ad alto tenore di calcio nei cani di grossa taglia.

La patologia, a forte carattere ereditario, non colpisce tutte le razze canine con uguale incidenza, le più colpite sono le razze più predisposte, a oggi i Rhodesian Ridgeback non sono tra le razze più predisposte. Anche la probabilità di sviluppare una delle tre specifiche forme è correlata alla razza ed alla conformazione anatomica.

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Sintomatologia della displasia del gomito nei Rhodesian Ridgeback

La zoppia, più accentuata al trotto che al passo, compare solitamente in maniera saltuaria tra il 4º ed il 6º mese di età. La zoppicatura in presenza di displasia del gomito può avere insorgenza acuta o cronica a seconda dell’eziologia. Nei casi acuti è presente dolore e tumefazione dell’articolazione, che con la cronicizzazione diventano meno evidenti. La mano e avambraccio si presentano abdotti ed extraruotati, il gomito viene tenuto addotto ed intraruotato. Se non trattata, la displasia del gomito evolve inevitabilmente in fenomeni osteoartrosici precoci, che precludono il range di movimento dell’articolazione.

Displasia del gomito nei Rhodesian Ridgeback: la terapia

La terapia elettiva è quella chirurgica. La terapia medica, che ha la sola funzione di alleviare il dolore, consiste in un controllo del peso dell’animale, riduzione dell’attività fisica, somministrazione di farmaci antifiammatori non steroidei al bisogno e l’eventuale somministrazione di condroprotettori.

 

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